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Nota 01/01/1980 n. 77

1980 n. 77 Istruzioni per la redazione dei progetti di strade

1. Campo di applicazione Le presenti istruzioni forniscono le direttive per la compilazione e presentazione dei progetti delle strade che si devono eseguire per conto della Pubblica Amministrazione e degli Enti pubblici.

2. Finalità del progetto La progettazione stradale, di norma, si inserisce tra gli strumenti per il processo di strutturazione del territorio; a questo scopo viene redatto un piano di assetto territoriale (con la destinazione d'uso delle diverse zone) e da esso viene derivato il relativo piano dei trasporti. Solo la redazione di quest'ultimo piano può rendere evidente in quale misura gli obbiettivi sociali ed economici riescono ad essere raggiunti; d'altro lato è sempre necessario porre a confronto l'entità degli obbiettivi raggiungibili con i costi necessari. Un'immediata applicazione di questi criteri consiste nello studio del progetto preliminare delle infrastrutture di trasporto previste dal piano territoriale. La conoscenza delle destinazioni d'uso delle varie parti del territorio permette l'analisi della domanda di trasporto che ne deriva. In un secondo momento si procede alla definizione delle caratteristiche fondamentali delle infrastrutture che debbono soddisfare la domanda di trasporto prevista. Per ciascuna delle soluzioni studiate è fondamentale suddividere la domanda fra i diversi sistemi di trasporto previsti. La frazione che risulta affidata alle strade a servizio del territorio conduce da un lato alla scelta delle sezioni trasversali da realizzare e dall'altro alla scelta delle velocità di progetto e dei livelli di servizio. Il confronto finale con i costi di costruzione delle strade previste comporta la verifica della fattibilità delle scelte, sia tra diversi rami della rete, sia tra differenti soluzioni per lo stesso ramo, nonché la verifica delle priorità da assegnare a ciascuna delle suddette possibilità. Analogamente, nel caso delle reti di strade urbane, il processo di formazione del piano di trasporto deve essere compreso nella redazione del piano urbanistico. Anche in questo caso si passa attraverso la determinazione della domanda e la suddivisione tra i diversi sistemi di trasporto. In tal caso il disegno della rete stradale obbedisce in modo più evidente ad un criterio di gerarchizzazione dei tipi di strada, poiché si passa dagli spostamenti a lunga distanza ai movimenti semplicemente locali; manca invece, nel caso urbano, la preoccupazione della scelta della collocazione dei tracciati, già risolta in sede di redazione del piano urbanistico e del relativo piano dei trasporti e lo studio della velocità di progetto in quanto già stabilita nella definizione dei tipi di strada (classificazione funzionale delle strade). Nella definizione delle strade urbane entra inoltre lo studio delle caratteristiche delle componenti di traffico (pubblico, privato, pedonale e sosta). Pertanto in sede di progettazione delle strade urbane non si fa luogo ad una autonoma redazione del progetto preliminare, che è costituito dal piano dei trasporti redatto nell'ambito del piano urbanistico.

3. Fasi della progettazione Di norma si distinguono tre fasi di progettazione. Al progetto preliminare, cui si è già accennato, seguono il progetto di massima e il progetto definitivo (o esecutivo). La ragione fondamentale di questa suddivisione risiede nel fatto che il progetto stradale è un processo decisionale articolato che si svolge in tappe successive, al quale l'Amministrazione deve partecipare attivamente. Obbiettivo del progetto preliminare è la traduzione in concreto di una parte del disegno di rete, correlato alle esigenze del piano di trasporti a servizio del territorio. A partire dall'approvazione di questo piano da parte dell'Amministrazione il progettista stradale può procedere autonomamente alla seconda fase, cioè al progetto di massima. Obbiettivo del progetto di massima è la definizione completa delle caratteristiche geometriche dell'asse, della sezione trasversale e della collocazione e del tipo delle intersezioni e degli svincoli. Nell'ambito delle decisioni già prese in sede di progetto preliminare sono ancora possibili più soluzioni, ad esempio:

- il tracciato può collocarsi rispetto al terreno in modo diverso dal punto di vista orografico, geologico e paesaggistico;

- si possono prevedere soluzioni differenti per la struttura del corpo stradale con opere d'arte diverse (galleria-trincea, viadotto-rilevato ecc.);

-le sezioni trasversali, pur con le stesse funzioni di deflusso, possono essere realizzate in modi diversi (carreggiate complanari affiancate o sfalsate e separate ecc.);

- si possono adottare, particolarmente per le strade urbane, tipi diversi di intersezioni e di svincoli.

4. Progetto preliminare Dai concetti già esposti risulta chiaro che il progetto preliminare delle strade non ha una sua autonoma configurazione, ma deve piuttosto ritenersi una parte integrante della pianificazione territoriale che richiede necessariamente collaborazione a carattere interdisciplinare. Il progetto preliminare comprende i seguenti elaborati.

4.1. - Relazione In essa, oltre alla descrizione generale degli elaborati di seguito descritti, conoscendo la domanda di trasporto su strada fra i diversi nodi di origine e di destinazione degli spostamenti distribuiti nel territorio, si calcolano i flussi giornalieri medi e quelli orari di punta sui vari rami della rete, e si proporzionano le fondamentali caratteristiche geometriche. A questo scopo è necessario fissare i tipi di utenza e le condizioni della circolazione che si intendono realizzare sulle strade in progetto, e quindi le velocità di progetto ed i livelli di servizio. Nella relazione i calcoli dei flussi e delle caratteristiche geometriche vanno ripetuti per le diverse soluzioni proposte, sia con riferimento alle direttrici di tracciato sia alle condizioni di circolazione previste. Per ciascuna soluzione deve essere fatta una stima sommaria, ma sufficientemente attendibile, della spesa necessaria per la sua realizzazione, nonché dei prevedibili costi di gestione. Tali stime devono consentire, in correlazione ai risultati degli studi di traffico, le successive analisi di redditività globale delle alternative individuate.

4.2. - Corografia In essa, redatta di norma in scala 1: 25.000 (1 : 10.000 per le aree urbane) ed eccezionalmente 1: 100.000, sono indicate le direttrici di tracciato del sistema di strade progettate. La corografia deve recare indicazioni sulle caratteristiche geologiche ed ambientali delle zone attraversate e del riconoscimento in luogo delle zone più difficili rimandando, se opportuno, ad una documentazione fotografica.

4.3. - Andamento altimetrico Per ciascuna delle direttrici di tracciato deve essere riportato, sotto forma di profili longitudinali, di norma in scala 1 : 25.000 / 1 : 2.500 (1 10.000/1:1.000 per le strade urbane) l'andamento altimetrico sommario.

4.4. - Sezioni trasversali tipo In appositi disegni (scala 1: 100) sono indicate le sezioni trasversali delle diverse soluzioni che si possono adottare nella composizione del corpo stradale.

4.5. - Svincoli ed intersezioni In particolare per le aree urbane devono essere indicate adeguate superfici di vincolo in corrispondenza degli svincoli e delle intersezioni al fine di garantirne la realizzazione e la funzionalità.

5. Progetto di massima Il progetto di massima deve comprendere, oltre alle tavole significative del piano territoriale e del progetto preliminare, i seguenti elaborati:

1) Relazione

2) Corografia d'insieme (scala 1: 25.000 ovvero 1: 10.000 per le strade urbane)

3) Relazione geologica e geotecnica n inferiore a 1: 10.000)

5) Planimetria (di norma in scala 1: 5.000, comunque non inferiore a 1 : 10.000)

6) Profili longitudinali e trasversali (scala 1 : 5.000/1 : 500 o 1 : 10.000/1 : 1.000)

7) Sezioni trasversali più caratteristiche (scala 1 : 200)

8) Sezioni tipo della sagoma stradale e della sovrastruttura (scala 1: 100)

9) Diagrammi di visuale libera

10) Opere d'arte principali

11) Tipi normali di opere d'arte minori e di impianti accessori

12) Intersezioni o innesti con altre strade

13) Interferenze con altre opere e servizi (pubblici e privati)

14) Benestare di massima degli Enti proprietari di opere e servizi interessati dalla costruzione della strada

15) Computo metrico-estimativo sommario, comprensivo della valutazione degli espropri

16) Confronti tecnico-economici.

5.1. Relazione La relazione deve dare ragione del tracciato prescelto, confrontandolo con altri possibili, indicando le difficoltà delle varie soluzioni ed i mezzi per superarle, illustrando le scelte sotto il profilo sia tecnico sia economico, cioè sotto il profilo dei costi di costruzione e delle convenienze dell'esercizio, in relazione alle esigenze di inserimento nel paesaggio, alle modalità di rispetto delle zone soggette a vincoli particolari e del migliore adattamento delle opere d'arte al terreno. Si deve riferire sulle condizioni generali e specifiche del traffico da servire e in particolare sul tipo di utenza cui è destinata la strada e quindi sulla scelta della sezione trasversale (in conformità con le norme CNR 1973 per le strade extraurbane e CNR 1978 per le strade urbane e loro successive modifiche e aggiornamenti) e sulle caratteristiche geometriche del tracciato e delle intersezioni. Debbono essere indicati i tipi di carico che sono alla base delle ipotesi di calcolo della sovrastruttura e delle opere d'arte in relazione anche alle fondazioni quali possono presumersi da un attento studio in luogo: particolarmente per le grandi opere d'arte si deve dare ragguaglio delle esplorazioni fatte per conoscere la natura del terreno, quando da questa possa dipendere in tutto o in parte la scelta del tracciato. Vanno dettate le prescrizioni tecniche, sia per la scelta dei materiali da impiegare per il corpo stradale sia per le sovrastrutture, in rapporto alla natura dei terreni da attraversare, avuto riguardo a quelli che si trovano in luogo e possono risultare dai movimenti di terra e a quelli che dovranno approvvigionarsi da apposite cave di prestito, da specificare, e vanno indicati i possibili luoghi di deposito dei materiali di rifiuto. Infine nella relazione debbono essere illustrati i criteri adottati per le valutazioni dei costi unitari con particolare riferimento al corpo stradale e alle opere d'arte, nonché tutti quegli elementi che il progettista ritiene utili per la migliore valutazione economica dell'opera.

5.2. Corografia d'insieme (scala 1 : 25.000 ovvero 1 : 10.000 per le aree urbane) In essa è riportata la strada in progetto in un quadro d'insieme territoriale, ove sono anche indicate le altre infrastrutture di trasporto e i rapporti con gli insediamenti (esistenti o previsti nei vigenti strumenti urbanistici) e con le zone di interesse turistico, industriale e di servizio.

5.3. Relazioni geologica e getecnica Nella relazione geologica debbono essere descritte le formazioni geologiche impegnate dalla sede stradale, riferendo sui metodi di rilievo utilizzati (rilievi di superficie, scavi di saggio, sondaggi meccanici, prospezioni geofisiche, prove penetrometriche, campionature, ecc.), e si illustrano i relativi problemi presentati, con particolare riguardo a frane in atto o potenziali. Nella relazione geotecnica si deve dare una descrizione dei tipi di terreni interessati per l'apertura della sede stradale, ai fini sia della loro utilizzazione nella formazione dei rilevati sia della stabilità delle scarpate e dei sottofondi, sia dei prevedibili specifici problemi connessi con le gallerie, sia infine della stabilità delle fondazioni delle opere d'arte, in particolare per quelle maggiori, tenendo presente la circolare 6 novembre 1967 n. 3797 del Consiglio Superiore

- Servizio Tecnico Centrale, Ministero LL.PP. sulle opere di fondazione. Le indicazioni vanno raggruppate in opportune tabelle.

5.4. Planimetria e profili geologici Nella planimetria e nei profili geologici vengono cartografati (di norma in scale planimetriche 1: 5.000 e comunque non inferiori a 1: 10.000 e in scale altimetriche secondo convenienza) i vari tipi di terreni presenti e i loro rapporti stratigrafici e tettonici, in base alle osservazioni di superficie ed ai saggi ed alle indagini effettuate. Sono pure indicate le zone instabili o in frana; le

 

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